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Spaccanapoli - Decumano inferiore

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Spaccanapoli
S. Domenico Maggiore
Decumano inferiore
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L'originario Decumano inferiore

È in piazza San Domenico Maggiore che giungiamo nel cuore della Napoli più antica: rappresenta il punto distatua_nilo partenza dell'originario Decumano inferiore ed è ricca di edifici dalla capitale importanza storica e architettonica come il palazzo Corigliano, edificato nel XVI secolo e oggi sede di alcuni Dipartimenti dell'Istituto Universitario Orientale e la chiesa di San Domenico Maggiore, eretta tra il XI e il XII secolo. Nelle vicinanze della piazza è situata la Cappella dei Sansevero, un concentrato di opere pittoriche e scultoree tra cui la splendida statua del Cristo Velato di Giuseppe Sammartino, opera estimata da Antonio Canova al punto da dichiararsi disposto a dare dieci anni della sua vita "pur di essere l'autore di un simile capolavoro" e che tentò, senza riuscirvi, di acquistarla. L'antichità di queste strade ci è testimoniata dalla statua del dio Nilo nell'omonima piazzetta risalente a circa duemila anni fa. Il tratto più antico di Napoli è quello che percorre via San Biagio dei Librai, via Vicaria Vecchia, via Forcella e via Giudecca Vecchia terminando nell'antico quartiere di Forcella. In queste strade prendono vita i tratti più caratteristici della napoletanità: la commistione tra sacro e profano testimoniato dal succedersi di negozi religiosi e di oggetti contro la cattiva sorte, i negozi di pasta e le botteghe di artigiani. San Biagio dei Librai è inoltre tagliata perpendicolarmente dalla celebre San Gregorio Armeno, sede delle botteghe artigiane dei presepi e suggestiva mèta turistica. Non mancano anche qui gli edifici storici come Palazzo Marigliano, pregevole esempio di architettura rinascimentale napoletana rimaneggiato nel XVIII e XIX secolo. Tra la fine di San Biagio dei Librai e via Vicaria Vecchia, taglia il Decumano inferiore via Duomo in cui vi è la cattedrale di Napoli, centro religioso della città dove ogni anno migliaia di persone giungono per vedere rinnovarsi il miracolo di San Gennaro. Spaccanapoli termina nell'antico quartiere popolare di Forcella, così denominato per la forma a Y, troppo spesso legato ad episodi di malavita ma soggetto oggi di una faticosa ma virtuosa rinascita negli ultimi anni. A Forcella sono presenti i resti della cinta muraria dell'antica Neapolis greca, denominati erroneamente "cippo" (ceppo) ma entrati nel linguaggio comune napoletano come sinonimo di qualcosa di molto vecchio.


 
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